IL CRISTIANESIMO DA CULTO PROIBITO A RELIGIONE DELL'IMPERO ROMANO LA NASCITA DEL POTERE DELLA CHIESA NEL IV SEC. D.C. - Antonio Cardinale, Alessandro Verdelli

di Antonio Cardinale

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    Nel 313 quando fu emanato l’editto di Costantino, i cristiani costituivano non più del 10% della popolazione dell’impero romano. Alla fine del IV secolo, mentre la chiesa acquisiva autorità e potere grazie all’appoggio degli imperatori, i cristiani erano la grande maggioranza ed occupavano posizioni di rilievo in ambito amministrativo, politico e militare. Come riuscì un gruppo, per quanto coeso e battagliero, a raggiungere in meno di settant’anni una posizione di egemonia e poi di assoluto predominio? Perché i cristiani, dimenticando le persecuzioni subite, cominciarono a perseguitare eretici, ebrei e pagani? Cosa indusse Costantino a scommettere sulla minoranza cristiana? In che cosa l’impero ormai cristiano fu realmente diverso da quello pagano? Senza la pretesa di percorrere sentieri inesplorati, viene analizzata l’evoluzione dei rapporti tra chiesa e impero romano nel IV secolo, mediante l’esame di legislazione dinamiche sociali, costumi, liturgie, ideologia e cultura. Al lettore la valutazione di quanto ancora oggi tali equilibri continuino a pesare nei rapporti tra chiesa e stato.

    pagine: 456
    formato: 17 x 24