Bollettino di italianistica. Rivista di critica, storia letteraria, filologia e linguistica. Per Alberto Asor Rosa - Anno 2013 - N. 1

di Aa.Vv.

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    Descrizione:

    IL PUNTO

    ALBERTO ASOR ROSA, Su Italo Calvino

    Alberto Asor Rosa illustra le ragioni del numero della rivista, dedicato a Italo Calvino: quella più appariscente, il novantesimo anniversario della nascita; e quella più profonda, l’esigenza di richiamare l’attenzione critica sullo scrittore ligure in un momento in cui la comprensione della sua creatività letteraria, che si richiama ad un’idea alta dell’operare artistico, consentirebbe di raddrizzare le storture massmediologiche e merceologiche che gravano la contemporanea produzione culturale. Di Italo Calvino Asor Rosa ricorda la duplice forma dell’ispirazione letteraria: da una parte il dialogo ininterrotto con la tradizione, sia sul versante saggistico sia su quello della produzione creativa, dall’altra una vocazione sperimentale radicale e programmatica; due aspetti che è necessario tenere insieme per comprendere Calvino. Il numero della rivista intende rispondere a questa impostazione, con saggi che nella maggioranza dei casi, attraverso sondaggi in profondità, colgono la dissonanza che passa tra l’opera di Calvino e quella dei suoi contemporanei.
    Pag. 5-7

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    LA TRADIZIONE NARRATIVA DEL PASSATO

    FIAMMETTA CIRILLI, Autori letti da autori: Boccaccio e Calvino

    L’autrice prende in esame i principali rinvii al "Decameron" di Giovanni Boccaccio presenti nell'opera di Italo Calvino, dando rilievo alla ricorrenza del movimento e dello spostamento spaziale (reale o metaforico) quali possibili fili conduttori delle letture del capolavoro trecentesco condotte nel tempo dallo scrittore. Particolare attenzione è riservata alle novelle di Andreuccio da Perugia, ricordata da Calvino nell'Introduzione alle "Fiabe italiane", e a quelle di Guido Cavalcanti e Madonna Oretta, che lo scrittore ha illustrato nelle "Lezioni americane"; viene ricordata anche la trascrizione della novella di Andreuccio compiuta da Gherardo Nerucci nell’Ottocento.
    Pag. 11-34

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    LA NARRATIVA COME SPERIMENTAZIONE: GEOMETRIA E FANTASIA

    CLAUDIO MILANINI, Altrove altravolta altrimenti: postille sulle "Città invisibili"

    L'autore analizza in primo luogo alcuni passaggi-chiave delle "Città invisibili" di Calvino: in particolare l'inizio, il segmento centrale, la conclusione. Di lì procede a riesaminare la polemica calviniana contro ogni forma di messianismo. Si sofferma poi da un lato sul peculiare vitalismo che contraddistingue i resoconti dell'io narrante, dall'altro sull'itinerario gnoseologico da cui è innervato il dialogo della cornice. Vengono così posti in risalto due paradossi: il contrapporsi di una perdurante tensione etica alla presa d'atto della natura contraddittoria della natura umana; l'elogio, pur nella patente attenzione verso le speculazioni degli strutturalisti e dei semiologi, di un empirismo critico che rifiuti ogni generalizzazione.
    Pag. 35-51

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    FABIO DI PIETRO, Per un approccio mediologico a una trilogia incompiuta

    L’autore sviluppa un'analisi critica del progetto calviniano di una trilogia. Al "Castello" segue la "Taverna" e l'ipotesi, poi abbandonata, del "Motel"; questo percorso creativo viene esaminato una prospettiva mediologica, tesa a cogliere le mediazioni materiali e simboliche dell'opera di Calvino. Attraverso la letteratura critica e la produzione saggistica dello scrittore, il contributo avanza una tesi di fondo: lo sguardo intellettuale e letterario di Calvino è imprescindibile da una spiccata visione sociologica ed antropologica del fenomeno letterario e della sua funzione comunicativa e sociale.
    Pag. 52-74

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    IL GRANDE SAGGISTA

    ALESSANDRO GIARRETTINO, Calvino saggista. La letteratura e l'altro dalla letteratura

    L'articolo propone una lettura di "Una pietra sopra" e di "Collezione di sabbia" prendendo in esame gli aspetti politici ed estetici della letteratura di Calvino che emergono come linee di forza nella costruzione e nell'organizzazione dei testi compresi nei due libri saggistici. L'ipotesi è che Calvino esponga in queste due opere non solo un'elaborazione critica sulla letteratura e sui suoi strumenti conoscitivi, ma anche una complessa riflessione sui rapporti tra lo spazio letterario e altri ambiti culturali. Il punto di vista proposto dall'autore affonda le radici nei ragionamenti estetici di Emilio Garroni, con particolare riferimento ai concetti di ’altro dall'arte’ e ’facoltà dell'immagine’.
    Pag. 75-95

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    MARIO BARENGHI, Six memos for the next decennium

    Da quando Calvino è scomparso si sono verificati mutamenti storici enormi. Per questo, ripensando le qualità della letteratura celebrate nei ’Six Memos, l'autore sostiene che gli elogi della leggerezza e della rapidità hanno perso pregnanza: forse, sullo sfondo della realtà odierna, Calvino sceglierebbe di parlare del peso e dell'indugio. Attualità maggiore conserva invece l'idea annunciata dal titolo, attiva del resto fin dall'epoca delle "Cosmicomiche": interpretare la realtà mettendo in relazione scale temporali molto distanti fra loro. questo un discrimine fra il primo e il secondo Calvino. Dapprima Calvino inscena vicende di eroi variamente immaturi o dimidiati che cercano di vincere la propria inadeguatezza; in seguito ritrae personaggi alle prese con il rischio di cadere in una trappola.
    Pag. 96-108

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    TRADUCIBILIT E TRADUZIONE

    MONICA CRISTICA STORINI, Teorie della traducibilità in Calvino

    L’autrice definisce e analizza l'ambito delle teorie calviniane legate alla questione della traduzione e della traducibilità dei testi letterari, ripercorrendo la saggistica specifica dell'autore. Il tema viene messo in collegamento da una parte con le posizioni espresse nelle "Lezioni americane", in alcuni articoli dedicati a italiano e dialetto e a recensioni apparse su quotidiani quali il "Corriere della Sera" e "la Repubblica"; dall'altra con la fitta corrispondenza che Calvino ha tenuto, nel corso del tempo, con i suoi traduttori, in accordo con il diffondersi della propria fama all'estero.
    Pag. 109-134

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    LAURA DI NICOLA, Un classico italiano all’estero

    L’autrice esamina la diffusione all'estero delle opere di Italo Calvino, considerato oggi un classico a livello internazionale, e contestualizza gli interventi presenti su questo numero del "Bollettino di italianistica" e dedicati alle traduzioni in Cina, in Polonia e in Svezia nel quadro complessivo delle traduzioni dell'opera di Calvino.
    Pag. 135-141

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    VIVECA MELANDER, Tradurre Calvino in svedese

    Il saggio mette in luce l'importanza che l'opera di Italo Calvino ha, attualmente, in Svezia, soffermandosi su "Se una notte d'inverno un viaggiatore". Dopo aver discusso su che cos’è un traduttore e sulla leggerezza nello stile di Calvino, l'autrice esamina i vari livelli dei suoi testi, con riferimento, in particolare, a "Palomar"; svolge quindi una serie di riflessioni sull'ironia, sullo specifico tono del racconto "Un re in ascolto" e, soprattutto, sulle difficoltà che si incontrano nella traduzione dall'italiano allo svedese.
    Pag. 142-147

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    ANNA WASILEWSKA, Traducendo Calvino in polacco

    Il contributo esamina le difficoltà che si incontrano nel tradurre Calvino, sottolineando come un buon esito dipenda soprattutto dalla capacità di chi traduce di conoscere l'opera dell'autore e il suo concetto della letteratura. La scrittura calviniana, che vuole rappresentare un mondo sfuggente a una definizione conclusiva, è sospesa tra due poli: quello della precisione e quello del caos. Più è limpida, chiara e trasparente la lingua usata da Calvino, più l'immagine che ne esce risulta opaca, complessa e inestricabile. Il traduttore deve saper riprodurre l'effetto paradossale, cogliendone tutte le sfumature, godendo però di un lusso che offrono soltanti i grandi scrittori: può avere fiducia assoluta nell'autore e nel suo uso della lingua. Il contributo presenta infine una bibliografia delle traduzioni in polacco della sua opera.
    Pag. 148-157

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    ALESSANDRA BREZZI, La ricezione di Calvino in Cina

    L’autrice esamina il percorso ricettivo dell'opera calviniana in Cina lungo due direttrici: una segue il processo di traduzione dalle prime pubblicazioni ("Fiabe italiane", "I nostri antenati") alla metà degli anni Ottanta sino alla più recente edizione delle opere complete (2001-12); l'altra delinea il contributo di Calvino alla sperimentazione letteraria della seconda metà degli anni Ottanta e la grande attenzione rivoltagli dalla critica letteraria e dagli scrittori cinesi alla fine degli anni Novanta, al punto di poter parlare di "febbre" calviniana in Cina.
    Pag. 158-173

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    L’OFFICINA DELLO SCRITTORE

    LAURA DI NICOLA, Con la matita in mano. Due libri annotati

    Nella biblioteca di Italo Calvino si trovano due esemplari di libri editi nel 1943, L’"Antologia di Spoon River" di Lee Masters (Einaudi, Torino) e "I sette messaggeri di Dino Buzzati" (Mondadori,Milano), arricchiti da interessanti postille scritte dal Calvino appena ventenne che analizza e commenta i testi. Essi costituiscono casi significativi, quasi unici nella biblioteca dell'autore, che testimoniano la precoce capacità critica e lo spessore di un'indagine che sa spiegare e cogliere il senso ultimo di un singolo testo e di un'opera. Il contributo presenta la trascrizione e tre immagini di queste annotazioni inedite, descritte e analizzate dall’autrice nelle pagine introduttive.
    Pag. 174-201

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    ALESSIA SCACCHI, Il bosco e la favella: attraversamenti del "Castello dei destini incrociati"

    L’autrice attraversa l'ipertestuale volume di Italo Calvino, "Il Castello dei destini incrociati" da una prospettiva che focalizza il ruolo del bosco, della foresta e della natura come luogo di evoluzione, poiché luogo dell'ignoto, della radice che disegna il labirinto e dunque della logica. Tramite il bosco si compie un processo di evoluzione, diverso dalla scoperta. Infatti, si entra in un territorio sconosciuto ma al contempo fruttuoso, in cui perde valore la favella, mentre acquista significato la riproducibilità tecnica, data dalle immagini, ed il gioco combinatorio ad esse legato. Procedendo ad un confronto a distanza con la recente fiaba ripubblicata da Mondadori ("La foresta-radice-labirinto", 2011), si legge l'opera che ha per centro il castello da una prospettiva esterna, come dall'alto dell'elce abitato dal Barone Cosimo Piovasco di Rondò. In tal modo, è possibile riconoscere il potere generativo della selva che trasforma la capacità di parlare, la favella, in attitudine alla narrazione.
    Pag. 202-214

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    MYRIAM TREVISAN, Da ’modesto agronomo’ a ’uno dei nomi noti della nuova generazione’. Gli esordi di Calvino attraverso la corrispondenza

    L'autrice prende in esame alcuni momenti della corrispondenza di Italo Calvino, concentrandosi in particolare sulle lettere redatte nel corso degli anni Quaranta e Cinquanta: la rassegna permette di ricostruire il divenire della riflessione poetica e dell'attività di scrittura, dei rapporti con gli editori, delle precoci prove teatrali. Interlocutore principale della prima metà del decennio è Eugenio Scalfari, in quegli anni impegnato per "Nuovo Occidente" e "Roma fascista". Viene dunque passata al vaglio la corrispondenza di Calvino con Silvio Micheli e Marcello Venturi, riportandone estratti inediti. Segue un'analisi delle lettere inviate durante la Resistenza, dei contatti ristabiliti dopo la Liberazione, della ricezione ’privata’ del "Sentiero dei nidi di ragno", del difficile accordo tra l'attività di scrittura e il lavoro editoriale presso Einaudi e "l'Unità".
    Pag. 215-244

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    LUCINDA SPERA, Calvino e gli dei della città

    L'articolo esamina testi e contesti del rapporto tra il Calvino teorico, oltre che scrittore, della città e architetti, urbanisti, sociologi. L'idea di città, vero snodo teorico all'interno dell'intera riflessione calviniana, è quindi inserita entro un quadro intellettuale che restituisce la complessità degli orizzonti culturali dello scrittore. Il punto di partenza è costituito da un testo del 1975, che documenta il contributo di Calvino al dibattito sulla città in corso negli anni Settanta, di cui l'autrice ricostruisce gli aspetti essenziali. Un esame specifico è infine dedicato alle corrispondenze tra il pensiero urbanistico di Aldo Rossi e l'elaborazione del valore mitico e utopico della città in Calvino.
    Pag. 245-259

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    GIULIA PONSIGLIONE, Calvino illustrato: un sentiero a zig-zag dal presente al passato

    Il saggio indaga il rapporto tra l'opera di Calvino e l'arte delle illustrazioni, ricostruendolo a partire da una fortunata mostra appena conclusa e dalle più recenti uscite editoriali. In particolare si evidenzia la presenza costante all'interno di molti testi calviniani di tavole e disegni, opera di artisti illustri e meno noti, i quali hanno spesso collaborato con l'autore in un'ottica di affinità intellettuale e di ricerca su temi comuni. La ricchezza e la continuità di riferimenti iconografici all'interno sia della produzione saggistica sia di quella più specificamente narrativa, rivelano inoltre un interesse precoce e duraturo da parte di Calvino per l'arte illustrata, la cui origine va probabilmente individuata nelle prime fondamentali esperienze di lettura dell'infanzia.
    Pag. 260-274

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    LA BIBLIOTECA DELLO SCRITTORE

    LAURA DI NICOLA, I libri di Italo Calvino

    L’autrice indaga il rapporto di Italo Calvino con i suoi libri, i libri degli altri, che progressivamente alimentano i suoi scaffali, le sue librerie, fino a definire un'idea di biblioteca, quella che lo stesso Calvino costruisce e incrementa a partire dal 1980, quando si trasferisce da Parigi a Roma con i suoi libri. Conservata nella abitazione dello scrittore e qui per la prima volta esplorata, essa si presenta come un sistema, una mappa concettuale che proietta e intreccia la mappa della biblioteca interiore raccontata nelle "Lezioni americane".
    Pag. 275-294

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    L’EVENTO

    ISABELLA CHIARI, SABINE E. KOESTERS GENSINI, Ancora per Tullio De Mauro

    Il contributo presenta le relazioni tenute da Sabine E. Koesters Gensini e Isabella Chiari, docenti presso il Dipartimento di Scienze documentarie, linguistico-filologiche e geografiche della Sapienza Università di Roma, in occasione della presentazione del numero del "Bollettino di italianistica" 2, 2012, dedicato e offerto a Tullio De Mauro: da una prospettiva personale, che evidenzia la riconoscenza e l'affetto delle allieve nei confronti del proprio maestro, vengono delineati tratti significativi della figura umana e accademica di Tullio De Mauro: la vastità dei percorsi di ricerca; la disponibilità e l'attenzione per gli studenti e gli allievi; lo spessore etico e l'impegno civile che ha accompagnato la sua attività scientifica.
    Pag. 295-304

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    RECENSIONI

    La plume et le crayon. Calvino, l’écriture, le desin, l’image". Actes du colloque international (Aix-en-Provence, 21-22 janvier 2011
    "Italies", N° 16, 2012
    (Luca Fiorentini)
    pag. 305-310
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    LAURA DI NICOLA, Intellettuali italiane del Novecento. Una storia discontinua
    Pisa , Ed. Pacini - 2012
    (Fiammetta Cirilli)
    pag. 310-313
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    Storie Inglesi. L’inghilterra vista dall’Italia tra storia e romanzo (XVII sec.) a cura di Clizia Carminati, Stefano Villani
    Pisa , Ed. Edizioni della Normale - 2011
    (Alessandro Giarrettino)
    pag. 313-321
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    MARIA ANTONIETTA TERZOLI, Nell’atelier dello scrittore. Innovazione e norma in Giacomo Leopardi
    Roma , Ed. Carocci - 2010
    (Cosetta Veronese)
    pag. 318-321
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    PROFILI DEGLI AUTORI



    La sezione presenta sintetiche note bio-bibliografiche sugli autori degli articoli pubblicati sul numero della rivista.
    Pag. 333-335