Raffaello Archeologo, Urbanista e Cartografo - 500° anniversario

04 marzo 2020 - ore 20,31
  • romaguidetour_visite_guidate_vaticano_raffaello_scuola_atene.jpgLa casa editrice Arbor Sapientiae è lieta di unirsi a i festeggiamenti per il 500° anniversario della morte di Raffaello con la seguente pubblicazione:

    Raphael da Urbino - Archeologo, topografo  e cartografo (Ipazia, 30)


    Il libro offre una vasta raccolta di materiale per accostarsi alle competenze di Raffaello in ambito archeologico, conservativo, topografico e urbanistico, riproponendo, con saggi critici introduttivi, la lettera che il sommo artista scrisse a Papa Leone X. Qui esprimeva in modo deciso il suo rammarico per la rovina in cui versavano le antichità di Roma. Consapevole come nessuno mai prima di lui dell'importanza di tutelare le antiche strutture e di preservarle dallo scempio che ne stavano facendo le calcine per ricostruire la Roma cinquecentesca, non si limitò solo a rivestire la carica di Praefectus marmorum et lapidum omnium, ma progettò un sistema di notazione topografica e cartografica che potesse registrare in modo puntuale e completo le evidenze di epoca romana conosciute o ricostruite attraverso lo studio dei testi classici. Un progetto moderno a tal punto che, se fosse stato compiuto secondo le premesse, avrebbe rivoluzionato la storia cartografica di Roma antica. Ma la morte improvvisa a 37 anni non permise all'autore di eseguire i disegni cartografici e ricostruttivi a cui aveva pensato.
    Sappiamo che Raffaello andò più volte a visitare gli scavi della Domus Aurea di Nerone e che si calò lungo una trave nel cuore del colle Oppio per ammirare gli affreschi appena rinvenuti. La perfezione dell’arte antica lo colpì al punto da ritenerla modello assoluto e fonte di ispirazione per le sue opere artistiche e architettoniche. I meravigliosi sfondi riprodotti negli affreschi delle stanze vaticane, dimostrano lo studio approfondito che Raffaello stava facendo sul tessuto urbanistico di Roma antica e sugli edifici che ancora si potevano ammirare.
    Si pubblicano anche le considerazioni di Rodolfo Lanciani sulla questione della famosa pianta di Roma progettata da Raffaello e l’album topografico edito dall'amico latinista Fabio Calvo nel 1527, ovvero sette anni dopo la morte dell’artista.