VILLA JOVIS. Il palazzo di Tiberio e altri edifici romani di Capri (AR, 77) - Carl Weichardt

a cura di Maria Elisa Garcia Barraco

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  • Prezzo: € 45.00
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    Descrizione:

    F.to in 4°, 90 pp. con ill. e tavv. a coll.

    Per la prima volta tradotto in lingua italiana questo lavoro dell’architetto tedesco Carl Weichardt conduce il lettore nel cuore archeologico dell’isola di Capri ricostruendo il sistema delle ville romane attribuite ad Augusto e a Tiberio. Attraverso l’analisi di rovine, architetture, fonti storiche e tradizioni antiquarie emerge l’immagine di una Capri trasformata in residenza del potere imperiale, sospesa tra storia e mito. Al centro dell’opera si erge Villa Jovis, maestoso palazzo affacciato sul mare, interpretato come dimora politica e spazio dell’otium, intorno a cui ruota uno dei più enigmatici lasciti dell’antichità: le dodici ville sparse tra rupi, boschi e promontori dominanti il Mediterraneo. Secondo la tradizione ciascuna villa sarebbe stata consacrata a una divinità: dalla severità di Giove alla luce di Apollo, dal mistero di Diana alla sensualità di Venere fino alla prosperità di Cerere collegata a Palazzo a Mare. Attraverso rovine silenziose, sentieri sospesi sul mare e antiche leggende qui puntualmente riportate, tra cui quella della statua colossale di Tiberio, il libro ricostruisce il volto segreto della Capri di epoca augustea e tiberiana, un luogo dove il potere imperiale cercò rifugio negli dèi e nella bellezza assoluta della natura.

    Carl Friedrich Wilhelm Weichardt (1846-1906) fu un architetto, archeologo e ricercatore tedesco specializzato nello studio dell’architettura romana antica. È ricordato soprattutto per le sue ricerche sull’isola di Capri imperiale. L’influenza di Capri fu così profonda sullo studioso che si fece costruire a Dresda una propria residenza chiamata Villa Tiberius, ispirata a Villa Jovis.



    INDICE
    Introduzione
    I. Osservazioni preliminari sull’isola di Capri
    II. La forma di Capri
    III. Costruzioni antiche presso il mare
    IV. Costruzioni romane a mezza altezza dell’isola
    V. Villa Jovis. Il palazzo di Tiberio
    Fonti classiche su Villa Jovis
    Riferimenti bibliografici
    Nota biografica su Carl Weichardt



    Sull’isola di Capri la tradizione antica ricorda l’esistenza di dodici ville romane attribuite all’imperatore Tiberio, che scelse Capri come propria residenza durante gli ultimi anni del suo governo. Queste dimore non erano semplici case di villeggiatura, ma complessi raffinati costruiti in posizioni panoramiche e strategiche, affacciati sul mare e immersi nella natura dell’isola.
    La più importante era Villa Jovis, edificata sul promontorio orientale dell’isola. Da qui Tiberio amministrava l’Impero Romano, protetto dall’isolamento naturale di Capri e circondato da una corte ristretta. Accanto a Villa Jovis, le fonti ricordano altre residenze come Villa Damecuta, situata sul lato occidentale, famosa per la sua posizione spettacolare sul mare, e Palazzo a Mare, probabilmente una delle prime ville imperiali dell’isola, collegata secondo alcune interpretazioni al culto della dea Cerere.
    Tra le altre ville tradizionalmente attribuite a Tiberio figurano la Villa di Gradola, la Villa del Castiglione, la Villa di Tragara, la Villa di Matermania, la Villa del Capo, la Villa di Aiano, la Villa di Nettuno, la Villa di Orlandi e la Villa di Gasto. Non tutte sono state identificate con sicurezza dagli archeologi, perché in molti casi restano soltanto tracce murarie, terrazzamenti o antichi ambienti inglobati in costruzioni successive.
    Queste ville testimoniano il prestigio che Capri raggiunse in età romana: l’isola divenne infatti un luogo esclusivo, scelto dall’aristocrazia e dall’imperatore per il clima mite, la bellezza del paesaggio e la tranquillità lontana da Roma.

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