Il pane in epoca romana (AR, 76)
di Maria Elisa Garcia Barraco, Martina Tapinassi
- Anno Edizione:
- 2026
- Collana/Rivista:
- Antichita’ Romane - AR
- Casa Editrice:
- Arbor Sapientiae Editore - Roma
- Argomento:
- Archeologia e tutela del patrimonio archeologico - Saggi e Ricerche
- ISBN:
- 979-12-81427-95-2
Descrizione:
Indice
Parte I
a cura di Martina Tapinassi
Introduzione
Fonti letterarie
Testimonianze archeologiche
Cereali e farine
Le strutture legate alla panificazione
Pane, focacce e gallette
Pane e legislazione
Pane e religione
Dal pane alla pasta
I luoghi del pane a Roma: i toponimi
Parte II
a cura di Maria Elisa Garcia Barraco
Introduzione
Alle origini del pane romano
Pistores, i fornai
Pistrina, i forni
Materie prime
Conservazione delle farine
Pane e salute
Pane e comunicazione
Pane per atleti e gladiatori
Timbri, sigilli e bolli
Tipologie dei pani romani
La distribuzione del pane: annona e frumentationes
I prezzi del pane nell’antica Roma
Pane per gli dèi
I luoghi del pane a Roma: Cataloghi regionari
Through an interdisciplinary approach that integrates philological, historical, and archaeological evidence, it is possible to reconstruct the role of bread in ancient Rome. Literary sources, from Cato the Elder to Pliny the Elder, attest to the widespread presence of bread in the daily diet and describe its production techniques and various types (panis albus, panis plebeius, panis militaris, etc.). Thanks to Galen, we also gain insight into the nutritional properties of the different types of bread circulating in the Roman Empire and their impact on the population’s health. From a historical perspective, the grain supply system and public distribution through the annona highlight the central role of bread in policies of social consensus, summed up in Juvenal’s expression panem et circenses. Archaeological evidence from Pompeii and Herculaneum - including ovens, mills, and carbonized loaves - provides concrete proof of production and commercial practices. This reveals a picture in which bread, from a fundamental food, also becomes an indicator of social status, a political tool, and a cultural symbol, playing a central role in understanding Roman civilization.
Attraverso un approccio interdisciplinare, che integra evidenze filologiche, storiche e archeologiche viene ricostruito il ruolo del pane nell’antica Roma. Le fonti letterarie, da Catone il Censore a Plinio il Vecchio, testimoniano la diffusione del pane nella dieta quotidiana e ne descrivono le tecniche di produzione e le varietà (panis albus, plebeius, militarsi, sordidus ecc.), nonché le proprietà nutrizionali e la loro incidenza sulla salute della popolazione romana grazie a Galeno. Dal punto di vista storico il sistema dell’approvvigionamento granario e della distribuzione pubblica attraverso l’annona evidenzia il ruolo centrale del pane nelle politiche di consenso, sintetizzato nell’espressione di Giovenale panem et circenses. Le testimonianze archeologiche provenienti da Pompei ed Ercolano, tra cui forni, macine e pagnotte carbonizzate, offrono un riscontro concreto delle pratiche produttive e commerciali. Ne emerge un quadro in cui il pane da alimento fondamentale, diventa anche indicatore dello status sociale, strumento politico e simbolo culturale, centrale nella comprensione della civiltà romana.
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From the humble origins of puls described by Pliny the Elder to the sophisticated techniques of bread-making, bread accompanies the growth of Roman civilization. Literary sources and extraordinary archaeological evidence, such as the carbonized loaves of Pompeii and the loaf from Forlì, tell the story of a food at the center of daily life and politics. Between ovens, bakers, and public grain distributions, bread becomes a symbol of social control, health, and sacredness, reflecting the economic and cultural dynamics of the Empire. More than simple nourishment, Roman bread is a key to understanding a civilization.
Dalle umili origini della puls descritta da Plinio il Vecchio fino alle sofisticate tecniche di panificazione, il pane accompagna la crescita della civiltà romana. Fonti letterarie e straordinarie testimonianze archeologiche, come le pagnotte carbonizzate di Pompei e la pagnotta di Forlì, raccontano un alimento al centro della vita quotidiana e della politica. Tra forni, fornai e distribuzioni pubbliche di grano, il pane diventa simbolo di controllo sociale, salute e sacralità, riflettendo le dinamiche economiche e culturali dell’Impero. Più che semplice nutrimento, il pane romano è una chiave per comprendere una civiltà.
Maria Elisa Garcia Barraco is a researcher active in the fields of philology, archaeology, and the history of the book. Born in Rome, she completed a classical high school diploma and continued her education at the Sapienza University of Rome, where she graduated in Literature with a philological focus (1998) and later in Library Science, Archival Studies, and Manuscript Conservation (2002). She also obtained a specialist degree in Archaeological Publishing (2010), completed cum summa laude a course of study in Early Christian Archaeology with Fabrizio Bisconti at the Pontifical Institute of Christian Archaeology (2017), and attended an advanced training course in new technologies applied to archaeology with Paolo Carafa (2019). She is the author of numerous essays, monographs, and studies dedicated to the culture and daily life of the Roman world. She directs important editorial series and collaborates on research and cultural heritage enhancement projects, including initiatives related to the digitization and promotion of archaeological heritage. Her scientific production is characterized by an interdisciplinary approach to original topics, with particular attention to Roman civilization.
Maria Elisa Garcia Barraco è una studiosa attiva nei campi della filologia, dell’archeologia e della storia del libro. Nata a Roma, ha conseguito la maturità classica e ha proseguito la sua formazione presso l’Università Sapienza, dove si è laureata in Lettere con indirizzo filologico (1998) e successivamente in Biblioteconomia, Archivistica e Conservazione dei manoscritti (2002). Ha inoltre conseguito una laurea specialistica in Editoria archeologica (2010), ha concluso cum summa laude il corso di studi in Archeologia paleocristiana con Fabrizio Bisconti presso il Pontificio Istituto di Archeologia Cristiana (2017) ed ha sostenuto il corso di alta formazione in Nuove tecnologie applicate all’archeologia con Paolo Carafa (2019). È autrice di numerosi saggi, monografie e studi dedicati alla cultura e alla vita quotidiana nel mondo romano. Dirige importanti collane editoriali e collabora in progetti di ricerca e valorizzazione del patrimonio culturale, tra cui iniziative legate alla digitalizzazione e alla promozione dei beni archeologici. La sua produzione scientifica si caratterizza per un approccio interdisciplinare a tematiche originali, con particolare attenzione alla civiltà romana.
Martina Tapinassi, a graduate in Ancient History from the University of Florence, has compled an advanced course on historical reenactment as a means of communicating history in an accurate and philologically sound way. She is a historian and cultural communicator with a particular focus on the history of gastronomy and food archaeology. She is the author of essays and publications that explore historical and anthropological aspects related to food and material culture. Her cultural work combines historical, archaeological, and gastronomic approaches with the aim of making the understanding of the past accessible to a wider audience through the details of everyday life and food.
Martina Tapinassi, laureata in Storia antica presso l’Università di Firenze, ha terminato un corso di perfezionamento sulla rievocazione come mezzo per divulgare la storia in modo corretto e filologico. è storica e divulgatrice culturale con particolare attenzione alla storia della gastronomia e all’archeologia del cibo. È autrice di saggi e pubblicazioni che esplorano aspetti storici e antropologici legati all’alimentazione e alla cultura materiale. La sua attività culturale combina approcci storici, archeologici e gastronomici con l’obiettivo di rendere accessibile al grande pubblico la comprensione del passato attraverso dettagli della vita quotidiana e del cibo.





