FORMA URBIS ROMAE. I frammenti farnesiani (1673) - Giovan Pietro Bellori (AR 44)

a cura di Giovan Pietro Bellori

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  • Prezzo: € 45.00
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    Descrizione:

    In 4°, 130 pp. ill.ni a coll. e b/n

    Una storia complicata e sfortunata quella dei frammenti della Forma Urbis Severiana, dall’iniziale entusiasmo provocato dalla scoperta nel 1562 al graduale oblio dovuto prima alla parziale dispersione dei reperti lapidei nel giardino di Palazzo Farnese e poi alla loro dismissione dalle esposizioni museali. Il loro più antico custode fu Onofrio Panvinio, al servizio del cardinale Alessandro Farnese nel bellissimo Palazzo a Campo de’ Fiori, mentre Fulvio Orsini nella seconda metà del cinquecento fece disegnare quelli più notevoli su dei fogli poi raccolti nel Codice Vaticano Latino 3439, meglio noto come Codex Ursinianus, ma solo Giovan Pietro Bellori li rese pubblici nel 1673 grazie all’edizione commentata Fragmenta vestigii veteris Romae ex lapidibus Farnesianis dove raccoglieva in XX tavole tutti i frammenti noti, anche i minori, disegnati da Andrea Bufalini. Poi la dispersione nel giardino di Palazzo Farnese e l’utilizzo dei marmi come materiale di riuso per costruire il muro di cinta verso il Tevere. L’importanza dell’opera di Bellori risiede soprattutto nel fatto che essa costituisce l’unica fonte per la conoscenza di frammenti successivamente andati dispersi o distrutti. Nella presente edizione vengono riportate in appendice anche le VI tavole aggiunte nella nuova edizione del 1764 con gli appunti di Francesco Bianchini, antiquario di Francesco Maria Farnese e responsabile di importanti scavi sul Palatino negli anni ’20 del ’700, che per ultimo poté studiare i “frammenti farnesiani”, prima del loro trasferimento in Campidoglio nel 1742.

    Contine: Bellori 1673 G.P. Bellori, Fragmenta vestigij veteris Romae ex lapidibus Farnesianis nunc primum in lucem edita, cum notis Io. Petri Bellorii, ad Eminentiss. ac Reverendiss. Camillum Maximum S.R.E. Cardinalem, Romae 1673;  e le VI tavole dell'edizione: Bellori 1764 G.P. Bellori, Ichnographia veteris Romae XX tabulis comprehensa cum notis Io. Petri Bellorii. Accesserunt aliae 6 tabulae ineditae cum notis, Romae 1764.

    Bellori, il massimo storico dell’arte del Seicento italiano, nella sua lunga e versatile attività erudita fu anche un grande studioso delle antichità di cui ne divenne “commissario” per lo Stato Pontifico dal 1670 al 1694. Il suo compito, già rivestito da Raffaello sotto Leone X, fu quello di vigilare sulla dispersione del patrimonio artistico romano, sugli scavi e sui rinvenimenti, concedendo o meno licenze. Bellori si impegnò, spesso insieme a Pier Santi Bartoli, in una straordinaria opera di documentazione e pubblicazione dei monumenti della Roma antica e a lui si deve la prima edizione dei frammenti allora noti della Forma Urbis Severiana, dopo più di cento anni dal loro ritrovamento. Lavori per noi oggi preziosi perché preservano testimonianza su informazioni e reperti andati perduti nei secoli successivi, come il frammento delle Therem Trajani o quello dell'Aedis Herculis Musarum.