La villa pompeiana di P. Fannius Synistor scoperta presso Boscoreale - (QNBP, Series Minor, 4)

di Laurentino Garcia y Garcia

invia la pagina per emailcondividi su Facebookcondividi su Twitter
  • Prezzo: € 45.00
    Aggiungi Carrello

    Descrizione:

    In 8°, bross. filorefe, 180 pp. ill.ni in b/n e tavv. a colori

    Sparsi nei maggiori musei del mondo gli affreschi che adornavano le pareti della villa suburbana detta di Publius Fannius Synistor, anche se più probabilmente appartenuta a Lucius Herius Florus, nel territorio di Boscoreale, sono tra gli esempi più belli di pittura parietale romana di II stile. Già apprezzati prima dell’eruzione del Vesuvio che li sigillò nel loro splendore, rividero la luce alla fine dell’Ottocento durante degli scavi privati eseguiti da Vincenzo De Prisco, il quale si affrettò a staccarli dalle pareti per incorniciarli e trasformarli in “beni mobili” da vendere ai migliori offerenti. Lo Stato italiano inviò come supervisore l’archeologo Felice Barnabei che subito riconobbe il valore degli affreschi, ma non riuscì a chiudere le trattative di acquisto in blocco dei settantadue pannelli, troppo cari per le finanze dello stato italiano. Alcuni pezzi rimasero comunque a Napoli, per gli altri si fecero delle apposite vendite all’asta e lo smembramento fu inevitabile così come la rabbia di chi, in primis Benedetto Croce, additava i colpevoli di un tale scempio e ribadiva la necessità di trovare nuovi strumenti normativi per evitare la dispersione dei beni archeologici italiani all’estero. La descrizione della villa e dei reperti, eseguita da Felice Barnabei, restituisce in modo preciso gli ambienti, oggi non visibili, e la bellezza delle decorazioni, importanti testimonianze dell’opulenza della vita nelle aziende agricole di epoca romana.