Nerone, Roma e la DOMUS AUREA - Eric. M. Moormann (Conferenze 30)

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  • Prezzo: € 25.00
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    Descrizione:

    In 8°, bross. edit,. 94 pp., 26 figg. a coll., 1 fig. in b/n.

    Indice:
    Prefazione
    Introduzione

    I: Le fonti

    II: Nerone e la città

    III: Componenti della Domus Aurea

    IV: Il padiglione sul colle Oppio

    Architettura
    Il marmo come decorazione pavimentale e parietale
    Le pitture delle pareti e delle volte
    Il processo di lavorazione
    Divisione del lavoro: le botteghe

    Bottega A
    Bottega B
    Bottega C
    Nerone e le pitture
    Le decorazioni postneroniane
    Che cosa impariamo da queste pitture?
    Il fenomeno delle grottesche


    Conclusioni
    Tavole
    Bibliografia
    Bio-Bibliografia di Eric M. Moormann


    Nel corso di questo saggio si è posto l’accento soprattutto sulla realizzazione del padiglione della Domus Aurea sul colle Oppio e sul suo arredo decorativo. Questo edificio fa parte di un complesso che comprendeva le molte esigenze di Nerone come dinasta e come erede della cultura ellenistico-romana. La combinazione di componenti diversissime in termini di funzione, forma ed importanza, sottolinea il desiderio dell’imperatore di poter soddisfare tutte le sue esigenze dentro le mura di Roma, sia quelle urbane che quelle extraurbane. Poteva “vivere come un uomo” nel vero senso dell’espressione: qui era il sovrano assoluto, residente in uno dei palazzo imperiali sul Palatino; qui era l’artista che si circondava da opere d’arte e forse anche dava delle presentazioni in una delle cenationes dei suoi palazzi; qui era anche il paesano, cacciatore, pescatore e raccoglitore delle raccolte terrestri, mentre queste opere bene consentivano di approfittare dell’ozio al mare o in campagna.
    Il lusso da cui era circondato fin dall’infanzia, e che aveva già avuto modo di trovare nell’ambito delle lussuose ville campane appartenenti ai membri della famiglia, è rimasto un’esigenza durante tutta la sua vita. Uno degli aspetti originali di Nerone lo troviamo nella trasposizione delle idee sul lusso nella pratica, per esempio nell’allestimento di migliaia di statue nell’intero complesso della Domus Aurea (e di centinaia nel padiglione sull’Oppio), nell’ingrandimento delle misure di elementi più o meno consueti di una residenza dell’élite come l’enorme vestibolo ornato dal Colosso che recava il suo ritratto.82 E ciò si palesava ancora di più nell’applicazione su grande scala di marmi come arredo dei vari palazzi dei quali conosciamo solo i ‘Bagni di Livia’ ed il padiglione sull’Oppio. Non copiava semplicemente la tradizione ellenistica, sviluppata nell’Egitto tolemaico e fortemente amata da Nerone, ma cercava di creare un ambito nuovo che includesse contemporaneamente tutte le tradizioni. Se pensiamo all’esagerazione (con i parametri di noi moderni!) è facile criticare l’imperatore per questo, ma Nerone contemporaneamente ci offre il primo esempio di autorappresentazione illimitata, fin troppo banale nei secoli successivi fino ai principi e alle persone immodeste di epoche più recenti.