Ludus Pythagoricus e Divina Proporzione I Privilegi della Divina Proporzione - di Capparelli Vincenzo
di
- Anno Edizione:
- 2011
- Casa Editrice:
- Aseq Libreria Editrice - Roma
- Argomento:
- Storia delle religioni
Descrizione:
Un brano del capitolo "I giudizi sineterici in sede estetica":
"Ai lettori di questa Rivista eĢ certo nota la teoria estetica di Carmelo Ottaviano, quale egli lāha esposta nella 3a ediz. della Metafisica dellāEssere Parziale, ed in Sophia, fasc. 1°, 1954, pp. 3-46. Come premessa a questo articolo la riassumeroĢ brevemente.
Con il declinare del dominio dellāestetica crociana e della sua visione dellāintuizione pura o lirica e della assoluta soggettivitaĢ, anche in Italia si ĆØ incominciato a parlare di oggettivitaĢ del bello. Ma lāOttaviano ha fatto qualche cosa di piuĢ: riallacciandosi alle nostre grandi tradizioni, ha voluto identificare i criteri essenziali di tale valutazione. Nel Libro VI° della Metafisica, dopo ampia esposizione storica delle teorie estetiche da Platone a Croce, rilevato quanto era da rigettare e cioĢ che potevasi accettare, ha trovato uno spiraglio di luce nelle teorie di Aristotele, di Boezio, di Roberto Grossatesta e di Luca Pacioli, per i quali fondamento del bello eĢ la proporzione. LāOttaviano si eĢ posto allora il problema in questi termini:
Quale armonia di proporzioni eĢ condizione oggettiva del bello?
Per lāaspetto soggettivo, percheĢ mai concretamente la contemplazione di questa armonia eĢ fonte di godimento estetico?
La conclusione eĢ stata: il bello consiste in una simmetria o armonia di rapporti e di proporzioni; la percezione di esso, apparentemente intuitiva, eĢ in realtaĢ un giudizio, anche se rapidissimo ed esplicitamente inespresso, in quanto implica un confronto, cioeĢ lāintervento della ragione e della memoria; la percezione del bello eĢ quindi privilegio degli esseri dotati di ragione; al giudizio della ragione segue la reazione del sentimento, in cui risiede essenzialmente il sentimento soggettivo o estetico; ma in quanto colto dallāintelletto, in ogni oggetto dāarte risiede un fondamentale valore universale.
Ma quale eĢ il tipo di armonia che costituisce il fondamento del bello?
I due tipi di giudizio di cui dispone la mente umana, lāanalitico ed il sintetico, appaiono difettosi e con essi soli la scienza sarebbe impossibile. LāOttaviano ha di conseguenza identificato una terza specie di giudizio, che chiama giudizio sineterico, cioeĢ giudizio unificante il diverso. Per questo, quale insegna, sotto il titolo del III° cap. del VI° libro della Metafisica, riporta un frammento di Filolao (10°. v. p. 192, traduz. Maddalena) nella traduzione latina di Boezio: Ā« Est enim harmonia plurimorum adunatio et dissidentium consensio Ā» (Instit. Arithm. p. 126, Friedl.). Questa teoria dellāunificazione del molteplice e dellāaccordo dei dissenzienti era tanto fondamentale per i Pitagorici, che di essa parlano Nicomaco, da cui Boezio lāha ricavata, Teone Smirneo, Aristide, Quintiliano, Pappo, Giamblico, Proclo ecc.[ā¦]"





