LA FORZA DELLE ROVINE - Mostra al Museo nazionale Romano in Palazzo Altemps

28 ottobre 2015 - ore 11,59
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    LA FORZA DELLE ROVINE

     Museo nazionale Romano in Palazzo Altemps
     7 ottobre 2015 – 31 gennaio 2016


    Aquista il catalogo:

    La Forza delle Rovine - Catalogo della Mostra Palazzo Altemps -a cura di  M. Barbarnera


    Le allegorie sono, nel campo del pensiero, ciò che le rovine sono in quello delle cose.
     (Walter Benjamin)

     Provenienti da collezioni pubbliche e private, italiane e straniere, 120 opere ricostruiscono un ampio discorso sulle rovine: sentinelle del passato, luoghi di memoria, traccia di eventi bellici, ricordo `di cataclismi naturali, segno di danni provocati all’ambiente. Tutto questo diviene monito, ma anche fonte di energia creativa per il futuro. La mostra “La forza delle rovine”, dal 7 ottobre 2015 al 31 gennaio 2016, si snoda attraverso tutte le sale del Museo Nazionale Romano a Palazzo Altemps, conservando come contrappunto le opere della collezione permanente, che contribuiscono alla ricchezza della narrazione. La mostra inaugura anche nuovi spazi, che resteranno a disposizione del Museo per ampliare il suo percorso espositivo.
     Promossa dalla Soprintendenza Speciale per il Colosseo, il Museo Nazionale Romano e l’Area archeologica di Roma, con Electa, la mostra nasce da un’idea del professore di archeologia classica Marcello Barbanera. Lo stesso Barbanera la cura assieme al direttore di Palazzo Altemps Alessandra Capodiferro, abbinando nelle nove sezioni materiali classici, come sculture, pitture, incisioni, acquerelli, antichi volumi, a testimonianze moderne come fotografie, brani musicali e cinematografici.
    Catastrofi: rovine moderne e contemporanee.Dove si tratta di catastrofi, naturali e artificiali: guerre, disastri nucleari e ambientali, terremoti, attentati.
    Torso: dal desiderio di integrità al culto del frammento. Ruota intorno al frammento di statua colossale, il cosiddetto Polifemo della collezione Altemps, e alle sculture di divinità restaurate e integrate nel Sei- e Settecento da grandi artisti come Bernini e Algardi, conservate nel museo.
    Paesaggi di rovine.Dove Roma è protagonista nel percorso di formazione di quegli artisti che dal XVI secolo in poi dipingono paesaggi con quanto resta dei monumenti del passato.
    Paesaggi rovinati. L’occhio dei fotografi mette a nudo paesaggi violentati, sfruttati, dove in breve tempo gli uomini hanno accumulato relitti industriali e umani.
    Anatomia delle rovine. Interamente dedicato a Giambattista Piranesi.
    Frammento, memoria, creazione: il cammino della musica. Dove si propongono brani musicali costruiti intorno a parcelle di note.
    Il canto delle rovine. Dove il suono è quello delle parole che narrano storie di distruzione.
    L’errore di Diderot: le rovine nell’antichità classica e orientale. Si propone il confronto con la percezione delle rovine nel mondo antico, nell’assenza della distanza temporale che oggi separa noi dall’antichità.
    (Ri)costruire le rovine. Un dibattito di grande attualità chiude il percorso espositivo: quello della relazione tra archeologia e modernità.
     Alla mostra si affianca un volume edito da Electa, ricco di contributi su storia, filosofia, letteratura, archeologia, cinema, e musica per amplificare il racconto delle opere esposte.