Stato e Chiesa a Bisanzio al tempo dell’imperatore Leone VI il Saggio (886 - 912) - Nikolaj Popov - edizione italiana a cura di Nicola Cariello - Medievalia, 7

di Nicola Cariello

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  • Prezzo: € 35.00
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    Descrizione:

    In 8°, bross. edit. con bandelle, 282 pp., ill.ni in b/n

    Lo studio sul regno dell’imperatore bizantino Leone VI il Saggio nella storia della Chiesa costituì l’oggetto della dissertazione con la quale Nikolaj Popov nel 1892 ottenne il dottorato all’Accademia ecclesiastica di Mosca. La tesi, apprezzata anche da illustri bizantinisti come Fiodor Uspenskij, ebbe dignità di pubblicazione quello stesso anno. E rimase, in sostanza, la sua opera più notevole, nonostante i numerosi lavori che ebbe modo di pubblicare nel corso della sua carriera di insegnante. Già dall’esame minuzioso che l’A. effettua in via preliminare delle fonti e della bibliografia in una materia che fino allora non era stata oggetto di studi specifici si può comprendere con quale impegno il Popov abbia affrontato l’arduo argomento. Egli fu il primo, inoltre, ad utilizzare per le sue ricerche, dandole anche il giusto risalto, la cosiddetta “Vita Euthymii” tratta dal manoscritto di un anonimo monaco bizantino (Berol. gr. Nº 55) e pubblicata dal tedesco Carl de Boor nel 1888, cioè appena qualche anno prima che egli iniziasse il suo lavoro. Indubbiamente il libro di Popov costituisce un’opera fondamentale nel campo degli studi bizantini. Le indagini svolte dall’A. approfondiscono in modo serio il tema dei rapporti tra Stato e Chiesa ai tempi dell’imperatore Leone VI il Saggio: le sue ricerche, infatti, non solo si estendono al di là dei limiti cronologici del regno di quel sovrano per seguire gli sviluppi degli avvenimenti fino alla fine, ma si soffermano anche su ulteriori argomenti, come l’attività legislativa e quella letteraria. Un lavoro, quindi, che si può definire completo, tenuto conto anche del fatto che l’autore poté consultare dei manoscritti conservati nella Biblioteca sinodale di Mosca. In un certo senso il Popov aprì, grazie alle fonti a sua disposizione, un nuovo corso nello studio del regno di Leone VI, sottolineando l’influsso esercitato da quell’imperatore nel campo culturale in generale e, in particolare, nell’ambito legislativo e religioso. Lo scandalo della “tetragamia” che segnò, in un certo senso, il destino storico dell’imperatore Leone non forma, pertanto, il tema unico di quest’opera. La quale finora era rimasta ignota a molti studiosi fuori della Russia. L’attuale versione italiana è stata tradotta direttamente dal russo e fa seguito all’altra, riguardante la “Cronaca di Psamatia” dell’anonimo bizantino, apparsa in precedenza in questa stessa collana. Al lettore italiano viene offerta così un’ampia visione di un importante momento storico osservato attraverso gli occhi di scrittori di diverso orientamento culturale.

    Nikolaj Popov (1864-1932) proveniva da una famiglia dalle profonde radici ortodosse. Il padre, Grigorij, era un sacerdote originario del distretto di Zvenigorod, attualmente compreso nella regione di Mosca. Sulle orme paterne Nikolaj frequentò a Mosca le scuole religiose e nel 1892 conseguì il dottorato in teologia presso l’Accademia Ecclesiastica. La tesi che presentò, dedicata alla storia dei rapporti tra Chiesa e Impero bizantino all’epoca di Leone VI il Saggio, ottenne la dignità della pubblicazione.
    Fu insegnante di latino e storia della Chiesa, ma fu anche docente di storia bizantina all’Università di Mosca. Le sue idee ingenuamente progressiste lo portarono ad aderire al movimento della Chiesa cosiddetta “rinnovata” che entrò ben presto in contrasto con la Chiesa ortodossa russa ufficiale. Il Popov si trovò così, fino alla fine, pur continuando ad insegnare ed a scrivere, in una situazione difficile rispetto alle gerarchie ecclesiastiche, ma non abbandonò mai, nemmeno durante il tragico periodo post-rivoluzionario, la sua posizione fondata su un’utopistica conciliazione tra ortodossia e bolscevismo.

    Nicola Cariello (1938) laureatosi in Giurisprudenza alla “Sapienza” di Roma con una tesi nel campo del diritto ecclesiastico si interessa, in particolare, dei rapporti tra Stato e Chiesa nel Medioevo. Ha scritto numerosi articoli per riviste quali “Lazio ieri e oggi” ed “Aequa”, di cui è caporedattore ed ha collaborato con due saggi al volume “Roma Salaria, la città delle ville”, dedicato al II municipio della città di Roma (Fratelli Palombi, 2001). Appassionato di cultura russa, è autore dei libri “I Saraceni nel Lazio (VIII-X secolo)”, Edilazio 2001, “Giovanni VIII papa medievale (872-882)”, Edilazio 2002, “Bisanzio Roma e Kiev al tempo dell’imperatore Giovanni Tzimisce, antologia di documenti (969-976)”, Fabreschi 2008, “Stato e Chiesa nel Regno d’Italia al tempo di Ludovico II (844-875)”, Scienze e Lettere 2011. Ha curato, infine, la versione italiana del libro del bizantinista russo Aleksandr Každan “Psamafijskaya Chronica” apparsa con il titolo “Anonimo di Psamatia, vita di Eutimio il Sincello”, Arbor Sapientiae 2015.